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PROSSIME INIZIATIVE
venerdì 16 dicembre
h. 19
reading/presentazione
iniziativa di autofinanziamento
al CSOA Ex Snia Viscosa
in via Prenestina 173
a Roma


PRESS
Intervista a Cristian Giodice sulla webradio Tutti per volta
Intervista a Cristian Giodice sul blog Archivio Caltari


LASPRO N. 15 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2011

Estate ormai passata da tempo e freddo che inizia a farsi sentire, scriviamo quello che doveva essere il diario di bordo di settembre e ottobre oggi, il 10 di ottobre.
Inutile girarci intorno e per la prima volta Laspro ha saltato un giro, un numero si è perso per strada perché...
perché ci tenevamo troppo a questo numero
perché non ci tenevamo per niente
perché avevamo di meglio da fare
perché siamo tanto scrupolosi
perché siamo affaticati
perché siamo disorganizzati
perché nessuno ci dà la medaglia
perché alla fine non gliene frega niente a nessuno
perché non facciamo finta che va tutto bene
perché lavoriamo troppo
perché siamo disoccupati
perché pratichiamo l'autogestione
perché può capitare
perché non siamo abbastanza bravi
perché abbiamo litigato
perché dobbiamo capire che giornale abbiamo in mente
perché non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore
e mille altri motivi o scuse vere o presunte.
Quello che le accomuna è il pronome: un noi esclusivo ed escludente, di una redazione ristretta e forse chiusa in se stessa.
«Abbiamo inventato un gioco!», dicevamo nel primo numero, quasi tre anni fa.
È un gioco che a noi piace ancora giocare, ma abbiamo bisogno di prenderci tempo e ragionare.
Ma non vogliamo farlo da soli. Abbiamo bisogno di consigli, critiche, di sentirci dire cos'è che va bene in Laspro e cosa no, se c'è qualcuno che ha voglia di partecipare, di dire la sua, la redazione è pronta a discutere e rispondere, in forma pubblica, già dal prossimo numero, e in privato.
Redazione@laspro.it
'Sta casa aspetta a voi.
Buona lettura.


Debito pubblico Giusi Palomba - Bentornata lotta di classe Luigi Lorusso - La maglietta della Lee Valerio Callieri - Alfabeto palestinese Luigi Lorusso

LASPRO N. 14 - LUGLIO/AGOSTO 2011 Speciale Genova 2001-2011

Può capitare di mettersi davanti a uno specchio, in piedi, e coprire con una mano le cicatrici che ti ritrovi addosso, pudico. Sai che ti hanno formato, che ti hanno reso la persona che ora sei, ma se provi a toccarla, se qualcuno prova a toccarla, ti ritrai istantaneamente e pronto a colpire, come lupo dal fondo della grotta. Questa è mia, e solo mia. C'è tanto da condividere, invece, in alcune ferite. Devi guardarle, e se hai già provato le ortiche, riconosci la seta.
Eravamo di primo pelo, noi, nel 2001 e ora non più. Qui noi ricordiamo e qui noi assistiamo, stupefatti, alla liquidazione di tempi già troppo maturi. C'era chi, dieci anni fa,annunciava catastrofi e pestilenze bibliche e sarebbe troppo facile qui, riandare a Cassandra e alle sue profezie.
Assistiamo solo, ora, alla generalizzata sfiducia, alla totale separazione di un'intera generazione con le istituzioni statali.
Dieci anni lunghi e bui, di attraversamento di tunnel e strade senza apparenti uscite. Genova 2001 è una cappa ancora tanto forte per chi l'ha vissuta, quanto una gabbia di parole per chi l'ha sentita raccontare. C'è bisogno di superarla? C'è bisogno di elaborarla? È con queste domande che ci siamo confrontati negli ultimi dieci anni. E ora?
E ora ci ritroviamo nel mezzo di una rivolta epocale, da un lato e dall'altro del nostro mare, che ci sorprende, ci entusiasma, ci interroga. Le nostre parole saranno all'altezza delle sfide che ci arrivano? Le parole sapranno diventare azioni? È come se per anni ci fossimo preparati a questi momenti. Ora è tempo di lasciar andare gli ormeggi e prendere il mare aperto, anche se questo si trova in alta montagna: il no Tav è la lezione.
Dieci anni sono passati e la mancanza di Carlo che pesa come una montagna. Per noi che c'eravamo e per chi si esprime solo ora una risposta emerge, forte, chiara e netta.
Sono passati dieci anni. Ok, avete vinto, vi siete presi gli anni zero. Gli anni dieci son tutti da giocare.
Buona lettura.

Dieci anni Renato Berretta - Devastati e saccheggiati - Con il mare alla nostra sinistra Cristian Giodice - Colla-Genova Giusi Palomba - La vera storia del G8 di Genova Fabio Giovannini - Il lato luminoso della sera Stefano Tassinari

LASPRO N. 13 - MAGGIO/GIUGNO 2011

 
Y asì como todo cambia que yo cambie no es extrano.
Periodicamente ritorniamo ad ascoltare questa canzone, dalla voce de "La Negra", l'argentina Mercedes Sosa su testo del poeta cileno Julio Numhauser, che parla di passerotti che cambiano il nido, di amanti che cambiano il loro sentire o piante che si vestono di verde in primavera. E' una di quelle canzoni che si amano anche se possono dirti che sei naif, antico, folk come un sessantottino con nipotini al seguito che alza il pugno ascoltando gli Inti Illimani.
Però vatti a leggere il testo e dimmi se non ti ci ritrovi, tu che ti guardi attorno cercando di afferrare una piccola parte del senso di giorni che scorrono via e diventano ricordi sfuocati anche se le foto non ingialliscono più. Che certo, un filo comunque ce lo ritrovi, altrimenti saresti uno psicopatico con la sindrome di Penelope, e la persona che guardi ogni mattino allo specchio è sempre un po' diversa e un po' uguale.
Così capita anche per questi fogli di carta che avete in mano, con una loro piccola storia alle spalle, e che a ogni piccolo passo sono sempre cambiati un po', come tutti, con tentativi, errori, prove, distrazioni, impegno, superficialità, voglia, profondità e le vite che ci sono dentro e fuori dalle pagine. E capita quindi che nello scorso numero Laspro compiva due anni e neanche ce ne siamo accorti. Vi capita mai di fare gli auguri in ritardo? A noi spesso, e quindi auguri Laspro, che si guarda alle spalle e si vede diverso/a, ma che continua il suo viaggio, tutt'altro che instancabile ma ostinata/o perché non vuol fare altrimenti. La nostra scrittura si nutre di suole consumate e copertoni usurati: vibra solo se in movimento.
Pero no cambia mi amor por mas lejos que me encuentre ni el recuerdo ni el dolor de mi pueblo y de mi gente.
Buona lettura.
 
La gente senz'anima Giuseppe Valentino - La scalata Luca Palumbo - L'Altrolibro 2011 Luigi Lorusso - "Sicurezza sul lavoro" Monica Mazzitelli - Il pozzo Marino Buzzi - Cronache dal terzo settore Giusi Palomba - Li avete uccisi voi Andrea Segre - Nella stanza dei sogni Luigi Lorusso

LASPRO N. 12 - MARZO/APRILE 2011

Questi anni stan correndo via come macchine impazzite. Ti volti, e sono già lontani. Ancora risuonano, le parole dei Kina, gruppo punk aostano, leggenda vivente delle autoproduzioni italiane dagli anni '80 a ora. Loro, dice un amico, erano già nostalgici venti anni fa.
Risuona sempre, nelle loro parole e nella loro musica, forte come l'hardcore e malinconico come un soffio dentro un'armonica, lo sguardo al proprio passato e la consapevolezza di sentirsi ancora qui, riconoscibili tra tanti, siam così distanti tra persone vive ma “chi ci vuole morti ci fa più forti”.
Ci muoviamo sempre tra passato, presente e futuro, lo sanno bene i bambini, prima che imparino a piantare paletti, steccati e recinzioni che ci separano, ci allontanano, ci estraniano. A volte capita di chiedersi quando è stata l'ultima volta che sei andato in cortile, o l'ultima volta che sei andato a giocare da tuo cugino. E se avessi saputo che sarebbe stata l'ultima volta, come ti saresti comportato?
Ci muoviamo così, nello spazio e nel tempo, tra i racconti e gli articoli di questo numero, cercando di capire cosa rimanga quando tutto cambia. Se quello che un tempo sentivamo come nostra Proprietà privata non ci appartiene più, se un viaggio iniziato un 2 agosto di tanti anni prima ci rimane appiccicato addosso come una cicatrice e si crea una corrispondenza tra una madre e una nube di veleni in cielo, la nostra Atom Heart Mother.
Ci muoviamo così, ben piantati e ostinati sulla nostra strada, fiutando vento e storie, come quella di Joe, che in un giorno si incrocia con chi porta Occhi rossi in giro per la città, storie che possono finire in un Parco Giochi a Sarajevo, raccolte come carta preziosa da mani di femmina, o ce le facciamo raccontare dai maestri di strada napoletani, senza stare a chiederci se sia vero oppure no che siamo su La stessa barca.
La strada di Laspro ad esempio, per chi conosce Roma, è quasi in linea retta. La sua sede è a Settecamini, la sua cartiera sulla Tiburtina in zona industriale, la tipografia a Tor Cervara. Proprio a Tor Cervara, accade una di quelle brevi di cronaca: “Ventiquattrenne montenegrino muore folgorato mentre tenta di rubare rame in una cabina elettrica”. Abbiamo cercato il suo nome, ma nessuna agenzia lo riportava. Un po' più lontano, a Palermo, Noureddine Adnane, venditore ambulante, si dava fuoco dopo l'ennesimo controllo dei vigili urbani e moriva pochi giorni dopo.
Che poi, chissà se è vero che chi non c'è più “vive nei ricordi di chi resta” e chi è morto “vive e lotta insieme a noi”. Intanto i vostri nomi, Noureddine e Ventiquattrenne Montenegrino, qui li scriviamo, e li ricorderemo.
Buona lettura.

1979 Marco Capoccetti Boccia - Un diavolo a Tressanti Vincenzo Maurantonio e Luigi Lorusso - Proprietà privata Paolo Marasca 2 agosto Cristian Giodice - Joe Giusi Palomba - Asini che volano ChiNa - Educatori e maestri di strada Giusi Palomba - Spazi a margine Sabrina Ramacci - Atom Heart Mother Chiara Reali - Bassa Fedeltà Ilario Galati



NUOVE!
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RIVOLUZIONARIE!!!

LE MAGLIETTE DI LASPRO!!!

Da donna (colori: celeste, nero) e uomo (beige, blu, nero) nelle taglie S, M, L.
Puoi acquistarle nei nostri banchetti a 10 euro o per posta -   a 12 euro (10 + 2 di spese postali) inviando una mail a redazione@laspro.it indicando modello, taglia e indirizzo

"Questa è un'antologia importante, importantissima. Apre speranze, sfida il pessimismo corrente. Fa capire che lo scontro non è prospettiva futura, ma realtà già in atto. A chi sappia prestare ascolto, non può sfuggire il clangore metallico dei guns of Brixton che, nelle periferie, migliaia di giovani stanno ricaricando"  (Valerio Evangelisti)

 In libreria e su ordinazione

THE CLASH - LO SCONTRO
storie di lotte e di conflitti


Dall'esperienza di Laspro, il primo libro pubblicato da Lorusso editore.
Racconti di Marino Buzzi, Marco Capoccetti Boccia, Dario Falconi, Cristian Giodice, Luigi Lorusso, Lisa Mazzieri, Silvia Mericone, Luca Palumbo, Marco Philopat e Duka, Michele Turazzi, Guido Tobia. Introduzione di Valerio Evangelisti
160 pagine, 12 euro





  La nostra scrittura si nutre di suole consumate e copertoni usurati.
Vibra solo se in movimento

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Numero 15
(novembre-dicembre 2011)
Numero 14
(luglio-agosto 2011)
Numero 13
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e versare 10 euro sul ccp 8855571 intestato a Luigi Maria Lorusso
via di Settecamini 99
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L'illustrazione a fianco della testata e' opera di Nicola Rotiroti
 Periodico telematico. Registrazione Tribunale di Roma 184/2009 del 26 maggio 2009
Direttore responsabile: Ilario Galati Editore: Luigi Lorusso La proprieta' intellettuale di tutto cio' che e' pubblicato e' degli autori e delle autrici.
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